Quale ritorno?Lui da questo paese non se n’è mai andato

In Italia la storia rappresenta un’accessorio di cui si può fare a meno.
Spesso e volentieri accade che situazioni,eventi e personaggi sfruttino questa dimenticanza per insidiarsi radicalmente nelle strette maglie della società.
Accade sovente infatti, che nonostante la storia di questo paese racconti un’ Italia in scacco ai poteri forti, nascosti ma spesso palesati, questi s’insidino maggiormente in quel canale che rappresenta la loro quotidiana istituzionalizzazione.
Per anni abbiamo assistito al lento processo che ha portato personaggi eminenti dello showbiz, del comparto industriale, dell’imprenditoria, a scendere in campo, come investiti e benedetti da una forza divina che solo a loro si è mostrata, per tutti noi comuni mortali.
Il rapporto di connivenza che esiste tra mondo industriale,imprenditoriale e politica ,è ovvio, non è di origine meramente italiana; tutto il mondo ha visto nascere connessioni a volte subdole tra un mondo che dovrebbe, oggi solo a parole, tutelare i cittadini e chi invece sfrutta la politica come strumento per interessi personali.
Il personaggio maggiormente conosciuto che in Italia ha sfruttato la sua già enorme popolarità quotidiana, derivante dal mondo dello spettacolo, per avere maggior consenso nel mondo politico è sicuramente Silvio Berlusconi.
Infatti dal suo lontano “Scendo in campo perchè l’Italia è il paese che amo” nel 1994 son passati ben 19 anni, ma la solfa è sempre la stessa.
Nonostante i suoi continui eccessi politici e non, nonostante i suoi demeriti istituzionali, nonostante i suoi palesi interessi nel nostro paese che lo hanno portato a quintuplicare il tesoretto di famiglia, nonostante le numerose leggi “ad personam”, nonostante le candidature fasulle e molto fantasiose che hanno portato una schiera di incompetenti a sedere su poltrone di alto carattere istituzionale, nonostante le sue connivenze con il mondo mafioso (si rimanda a Vittorio Mangano), nonostante il suo nome, e quello dell’Italia, deriso dal mondo intero (si rimanda al Bunga Bunga) per i suoi festini “istituzionali” con minorenni, nonostante la manipolazione della verità perpetrata dai suoi servi del potere, nonostante tutto questo (la lista sarebbe ancora lunga) ha deciso per l’ennesima volta, la sesta, di candidarsi per salvare il BelPaese dal baratro finanziario e per risollevarlo nel morale e nella credibilità.
Certo che dobbiamo ammettere che l’ex premier Monti è riuscito, in poco più di un anno, a far rimpiangere il governo precedente( quello appunto di Berlusconi), cosa che nessun governo prima era mai riuscito a fare, tranne forse per il governo Prodi del 2006, sottolineato solo dai nostalgici della destra che non riuscivano a concepire una presenza della sinistra estrema (Bertinotti ,che tral’altro era presidente della Camera) in una minima parte del parlamento.

La candidatura di Berlusconi è stata seguita con accesa ilarità da gran parte della stampa estera, che ha sottolineato la minima credibilità con la quale B. si eleva a “Unto dal Signore” per l’ennesima volta. La stessa stampa estera, con uguale ilarità, seguiva in maniera sequenziale, pochi mesi prima della rovinosa caduta dell’ultimo, si spera, governo Berlusconi, tutto il tam-tam giornalistico legato alle vicende private del cavaliere, facendo così divenire l’Italia una nazione di persone tutte miseramente uguali al presidente del Consiglio.

Ora, io capisco il senso di appartenenza di gran parte,spero non tanto grande, dell’elettorato moderato e di destra del nostro paese nelle idee, quel presunto liberismo di cui si vanta sempre B. di aver introdotto in Italia e di cui non si riescono a tracciare le origini storiche e probabilmente nemmeno i risultati, propugnate dal cavaliere da vent’anni, ma un pò di senso della realtà dei fatti, un pò di riconoscimento degli errori del cavaliere senza difenderlo a spada tratta, un pò di coscienza, esiste ancora in questo paese???

Coscienzosamente potrei dire di no ma spero ogni giorno di sbagliarmi.

Cibal

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