Il fascismo non passerà

Che l’Italia non abbia mai smantellato i residui del fascismo è cosa oramai tristemente nota.
Come ogni movimento di massa, anche il Partito Nazionale Fascista (in origine denominato “I fasci di combattimento”) si generò e si sviluppò in un periodo di forti incertezze economiche e sociali, nell’Italia del primo Dopoguerra.
Attorno alla figura del suo leader(Duce), Benito Mussolini, si costituì quel partito che viene considerato da molti storici l’antesignano dei successivi movimenti di matrice fascista, come in Spagna, con il “caudillo” Franco, ed in Germania, con il “Furher” Hitler.
Altri studiosi invece affermano che non ci sia nessuna linea di continuità tra i diversi totalitarismi, ed ognuno si differenzia per essere un movimento totalitario a sè stante, con proprie ragioni storiche,politiche e sociali.
L’Italia rappresenta la prima nazione, in ordine cronologico, a dare l’avvio a quel processo di trasformazioni economiche,sociali,politiche che interessa gran parte dell’europa dell’inizio del XX secolo.
Si può affermare che nonostante la caduta del regime fascista, che ha rivoluzionato in lungo e largo la nostra penisola – molto più marcato nelle regioni settentrionali, con scarsa efficacia nelle zone meridionali-, sia sopravvisuto oggi,senza essere intaccato, quel sentimento “nero” in una buona parte dei figli della generazione del 1920???
Le varie organizzazioni nate su base ideologica fascista (CasaPound, Forza Nuova), le diffuse manifestazioni, i recenti blitz della polizia, evidenziano una crisi valoriale che investe la nostra società tutta. L’idologia del fascismo che pervade tutte queste organizzazioni è onnicomprensiva ed onnipervasiva, un’ideologia che abbraccia i componenti dell’organizzazione dal risveglio all’ultimo sonno, in ciò che mangiano, in ciò che guardano e bevono, un’ideologia che li accompagna in tutto ciò che fanno e che pensano. Sovente accade che i componenti di queste organizzazioni idolatrano personaggi che hanno legato al loro nome vicende disdicevoli, vicende di sangue, vicende vergognose, e lo fanno col senno dell’esaltazione pura, sperando di assistere alla ripetizione,magari più cruenta e sanguinosa, dell’evento in questione. Una persona apartitica, senza alcuna collocazione di sorta, potrebbe definire questa situazione “da manicomio,anormale,fuori dal mondo”, ma loro no e non bisogna sottovalutarla.
Ascoltano preferibilmente e principalmente musica metal,hard metal, dove la musica “pesante” sovrasta le parole, tral’altro tutte urlate dove non si capisce un fico secco e se si è fortunati al massimo si capiscono in tutta la canzone due o tre lettere.
Ora se l’Apologia del fascismo,detta anche legge Scelba, è un reato con una pena detentiva che va dai 18 mesi a 4 anni, come può accadere tutto questo? Come si fa a stroncare un’ideologia, nascosta subdolamente ma diffusa su larga scala nel nostro paese che si sta insidiando anche in rami istituzionali sempre più marcatamente?
Non si può tracciare, delineando con precisione, i confini di questo fenomeno, che certo rappresenta un fenomeno di minoranza rispetto all’atteggiamento alquanto neutrale e di condanna che è assunto dalla maggior parte della popolazione italiana, ma non si può nemmeno sottovalutarlo, specie in un momento di forte crisi economica e sociale. La crisi ,che attanaglia l’Europa tutta ma in particolar modo l’Italia e la Grecia , ha permesso la diffusione di quei movimenti che sfruttano questi momenti politici per seminare ideologie devastanti, forti di una centralità maniacale, forti di un’organizzazione gerarchica da contrapporre ai moderni partiti politici in crisi di consenso. Gli atteggiamenti, come quelli assunti da Alba Dorata (il partito neofascista greco), anche in sedi istituzionali, e direi soprattuto, fanno meditare sulla gravità di un’eventuale appoggio a partiti di tale fattura ed ideologia. E’ importante, a mio avviso, distinguere il voto di protesta da un voto dato in pasto a chi sulla crisi ci mangia e ci marcia,istillando visceralmente un senso di devastazione sociale e materiale nella società, che ha bisogno di soluzioni per il futuro ma non di ulteriori danni.
Spero fortemente di sbagliarmi quando sottolineo che questo paese non ha mai allontanato radicalmente “il pensare fascista” degli anni venti,basti pensare come Mussolini,in pochi giorni dalla sua fuga dal Gran Sasso, abbia riesumato il partita fascista con la fondazione dell’RSI,voluto da Hitler, e come abbia raccolto consensi tra la popolazione settentrionale.
Spero che questo paese riesca a ritrovare quel senso civico, quel senso di rivalsa sociale di cui ha bisogno, spero tanto che questo paese riesca a scrollarsi di dosso quella storia che inevitabilmente ha fatto nascere, da un seme fascista, quel senso di demonizzazione per la civiltà, per il civismo e per ogni cosa che tenda a difendere i più deboli e gli emarginati, senza essere superficialmente e semplicisticamente etichettato come “comunista”.

Cibal

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