Un Tecnico politico o un Politico tecnico?

Ci siamo. Ecco che iniziano a delinearsi gli schieramenti che si fronteggeranno alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.
Il professor Monti, dopo una sobria,a dir poco, inaugurazione, ha sciolto la riserva sul simbolo. La sua lista, che correrà singolarmente al Parlamento mentre al Senato si coalizzerà con l’UDC e  FLI, si chiamerà “Scelta Civica, Con Monti per l’Italia” accanto alla premessa è anche presente un tricolore, che sottolinea l’importanza dell’Italia, centrale nell’agenda dell’ex premier nonostante il suo europacentrismo. L’evento si è svolto all’Hotel Plaza, vecchia roccaforte del PSI di Craxi, evidentemente di questo il novizio Monti non era stato avvisato. Intanto nella rete imperversano varie versioni umoristiche del simbolo appena inaugurato.
Si pensava alla fine dei partiti su misura,alla fine dei nomi impressi sui simboli di partito.Invece no. Siamo alle solite. Ancora un altro partito “personale”,un partito che si costruisce sul “carisma” del leader,quello a cui secoli fa Weber attribuiva il “potere carismatico”.
La scelta di correre alle prossime elezioni con una propria lista ovviamente ha spiazzato, anche se non eccessivamente, tutto l’ambiente che ha condiviso con il professore la passata esperienza di governo. Infatti una dichiarazione dell’ex ministro allo Sviluppo Economico, Riccardo Passera, rilasciata al direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, ha fugato ogni dubbio sull’assenza dello stesso ministro nel nuovo schieramento di Monti. Secondo l’ex ministro Passera “Serviva una scelta molto più coraggiosa” criticando soprattutto la scelta del professore di allearsi con componenti legate a vecchie metodiche partitiche come l’UDC di Casini oppure,di più recente formazione, Futuro e Libertà di Fini. In ogni caso ,sempre Passera, ha dichiarato di voler, nonostante i suoi dubbi, appoggiare la nuova realtà montiana.
Nelle aspirazioni di Monti, e dei suoi alleati -Riccardi,Casini,Cesa,Fini,Montezemolo- c’è una profonda consapevolezza di poter rappresentare ciò di cui l’elettorato italiano aveva bisogno da tempo ,cioè una componente moderata forte,un’alternativa ai poli che sempre più negli anni sono diventati gli arbitri incontrastati della politica italiana, una nuova realtà di centro, quel centro come non c’è mai stato dal tramonto della Democrazia Cristiana. Si potrebbe parlare di una “Nuova” Democrazia Cristiana.
Intanto l’ex premier Monti, attraverso i moderni strumenti di comunicazione, soprattutto twitter, sta cercando di raccogliere consensi anche da quell’elettorato di nuova generazione, che può rappresentare, toccando le giuste corde, un florido bacino dove racimolare ulteriori voti.
Lo stesso senatore a vita però non ha mai disdegnato dichiarazioni avverse alla componente “estrema” del PD rappresentata da SEL e più direttamente dal suo segretario Nichi Vendola , oppure nei confronti del sindacato italiano con più iscritti,cioè la CGIL accusata di fare troppo ostruzionismo e quindi non fare gli interessi dei lavoratori.
Le aspettative di questa nuova componente montiana dovranno essere rapportate al contesto elettivo italiano, dove , per ragioni storiche, ed esperenziali, pochi governi monocolore si sono affermati senza l’appoggio anche di altre componenti(centro e sinistra e\o destra estrema). A fare la differenza sarà la coalizione in cui si verrà ad inserire nelle prossime elezioni politiche.
La storia politica del nostro paese ha dato prova di un’impossibilità nel realizzare un bipolarismo perfetto, che è sempre stato al centro di ogni recente progetto di “sviluppo della politica italiana” dell’odierna classe politica. Infatti nel 2008,attraverso uno schema definito a tavolino tra i componenti dei più grandi schieramenti politici degli ultimi 20 anni, ossia tra l’allora quasi nuovo PD ed il PDL, nelle elezioni politiche la Sinistra Arcobaleno, allora guidata da Fausto Bertinotti, candidato premier, raggiunse appena il 3% dei consensi, non riuscendo a superare la soglia di sbarramento valida per la permanenza alle Camere. Tranne questa piccola parentesi, che sembrava esser l’inizio del processo di polarizzazione perfetta tra i due schieramenti, la stessa situazione non si ebbe nelle elezioni successive.
Le cause di questa difficile realizzazione sono da ricercare nella profonda divisione sociale ed ideologica in cui versa la nostra penisola dagli anni della sua unità.
E’ difficile pensare ad una rapida realizzazione di quel progetto insito nelle maggiori componenti politiche del nostro paese, questo perchè è altresì difficile eliminare definitivamente ogni minoranza politica,e gli accordi con essi annessi tra i loro segretari, che rappresentano tante piccole realtà del panorama politico, sociale ed ideologico presente nel nostro paese.

Cibal

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Lorenzo Manara

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