Il Pubblico & Il Privato…dove finisce l’uno ed inizia l’altro?

Per anni il Pubblico,in Campania,ma in generale in tutto il Sud, ha rappresentato un terreno florido per ogni interesse Privato. Lo stato in cui versa il Pubblico(Sanità,Istruzione) favorisce il Privato, che tral’altro è ben inserito nel Pubblico, ma per interessi personali ovvi,con un palese conflitto d’interessi, continua a sollazzarsi in questa situazione, che in fin dei conti, uccide solo chi onestamente,con dignità, cerca di andare avanti sempre,senza diritti, e senza soldi.

La questione è seria. Un problema che attanaglia ogni settore nazionale è proprio la concorrenza,spesso sleale, che s’istituisce tra il Settore Pubblico ed il Settore Privato del nostro paese.
Il settore pubblico nasce con l’istituzione dello stesso Stato. Nel momento in cui esiste uno Stato, di rimando, esiste anche un settore pubblico.
Il pubblico rappresenta la possibiltà dei cittadini di rivendicare per sè la “proprietà”,insita nel concetto di pubblico per ogni cittadino, di uno Stato che, di fatto, è sorto tramite la volontà popolare. Quindi ogni centimetro dello Stato appartiene a chi costituisce lo Stato, quindi ai cittadini, i soli a detenere la proprietà dello Stato, a volte, senza saperlo.
Dall’altra parte del filo c’è il settore privato, che rappresenta, invece, tutti i settori che, pur contribuendo alla ricchezza di un paese, essendo parte della produzione interna del paese su cui operano, agiscono per offrire un’alternativa concorrenziale, si spera nei termini della legge , al pubblico, ovviamente cercando di trarne benefici monetari e di riconoscimento. Senza riportare esempi di nazioni estere, in Italia un confine tracciato in maniera decisa, tra il pubblico ed il privato, difficilmente lo si nota. Spesso accade di assistere ad una commistura, poco legale, di personaggi che rappresentano , di fatto, il settore pubblico, e rappresentanti del settore privato.E non solo. Sovente gli stessi uomini del pubblico, che dovrebbero rappresentare l’imparzialità totale nello svolgere la propria mansione, si trovano ad essere indagati,processati, insomma trovati con le mani nel sacco, per aver favorito,illegalmente, persone del privato e quindi sfavorito aziende\enti del pubblico.
Ogni volta la storia è sempre la stessa. Il pubblico non funziona si dice sempre.L’unica soluzione è tagliare, tagliare e tagliare. Infatti gli ultimi tagli lineari sulla Sanità pubblica hanno portato ad un ridimensionamento della pianta organica di ogni Presidio Ospedaliero,hanno stravolto i posti letto, con la conseguenza, ovvia, di una difficoltà da parte degli operatori sanitari(medici,infermieri,Oss),nelle normali operazioni di cura ed assistenza ai malati, gli unici, come sempre, ad avere la peggio.
Al sud, ovviamente, la situazione è ancora più tragica. Interi reparti che chiudono, assistenza ai malati sempre più precaria, mancanza di posti letto per gli ammalati che spesso vengono “sistemati” su barelle di fortuna, mancanza, addirittura, di strumentazioni per operare. Questo è il sud. Questo è il Pubblico.
L’Istruzione Pubblica non versa, fortunatamente, come la Sanità, ma nemmeno si può dire che se la passi bene. Ovviamente come la Sanità, non solo bisogna fare una distinzione tra il settore Pubblico e quello Privato, ma bisogna fare un’ulteriore differenza, tra il Sud ed il Nord. Le varie riforme dell’istruzione , o d-istruzione come sottolineato sarcasticamente da numerosi striscioni di protesta, hanno smantellato il diritto allo studio, derubricandolo a futile suppellettile in ogni provvedimento, basti pensare che solo quest’anno (2012-2013) sono raddoppiati i casi di idonei ma non beneficiari di borsa di studio, che ovviamente devono contare sull’appoggio delle loro famiglie,e qualora non ci fosse devono arrangiarsi perchè giudicati non abbastanza poveri. Oppure il disagio sempre più forte da parte dei pendolari,nelle continue soppressioni dei treni e nell’aumento dei ticket di viaggio, o degli studenti fuorisede con le difficoltà legate agli affitti delle abitazioni.Anche questo è il Pubblico.

Non si può, a mio avviso, affermare che il Pubblico in Italia non funziona. Nel momento in cui al Pubblico ed al Privato saranno dati gli stessi strumenti, gli stessi finanziamenti e saranno gestiti entrambi da persone che hanno interesse nel far funzionare il proprio settore senza tornaconti personali, allora si potranno tirar le somme dei loro, presunti, diversi risultati.
Questo è il mio modesto punto di vista.

Cibal

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