Il ritorno del Bagaglino…

Doveva essere una battaglia a viso aperto, doveva essere uno scontro senza esclusioni di colpi, doveva essere uno spettacolo per i nostalgici.
E’ stato così?
Nello studio di Servizio Pubblico, su La7, si fronteggiavano da una parte la squadra allestita ad hoc da Michele Santoro, che a suon di domande e di vero giornalismo pungente cercava di abbattere la roccaforte, costituita da materiale alquanto scadente, eretta dall’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Si è assistito ad un tentativo, ennesimo ed abbastanza misero, di voler stravolgere la realtà. Come se gli italiani tutti, si fossero assopiti, per colpa di qualche gas invisibile presente nell’aria,dal 94 ad oggi durante gli anni di governo Berlusconi.

Ha scelto di pedalare, ma sulla bicicletta sbagliata e sul percorso sbagliato.

L’arena di Santoro ha dimostrato, per l’ennesima volta, l’incompatibilità di quest’uomo politico, donato alla politica, per meri interessi personali, che ancora una volta, scende\sale in politica per risollevare le sorti del suo impero; non a caso come citava il giornalista in studio (Dragoni) in due mesi,da quando cioè decide di annunciare il suo ritorno in scena, le azioni del gruppo Mediaset(Fininvest) subiscono un’impennata del 45%.
Nel mentre delle varie tiritere che B. propina ogni qual volta c’è una domanda, ci sono numerosi “servizi video”, che offrono, per chi non ricorda cosa è successo in Italia, l’esperienza politica, nuda e cruda, che si trascina questa persona.
Da menzionare sicuramente l’intervento, per mezzo video, dell’ex ministro dell’economia del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, che ospite di una passata puntata di Servizio Pubblico, affermava convintamente che la presunta lettera, inviata al governo dalla BCE, in realtà era stata commissionata dallo stesso Berlusconi che si difende, sostenendo l’alienazione totale del suo ex ministro.
La puntata tutta è stata costruita proprio per far sorgere tutte quelle ambiguità legate alla figura di Berlusconi ed ai suoi governi. Nonostante siano passati tanti anni dall’ultimo confronto televisivo, la solfa è sempre la stessa, ed anche il metodo. Sottrarsi al giudizio, Dribblare le domande, Andare fuori tema, questi sono i metodi ancora oggi utilizzati dal caimano, e anche nello studio di Servizio pubblico non si smentisce.

La sua è una misera riproposizione del Bagaglino, in scena sulle sue reti un pò di anni fa, dove la comicità non si evolveva, non mutava, non si adattava ai tempi oramai cambiati. Che più che ridere,ti fa venir voglia di piangere.Questo è Berlusconi quando ,per fare un esempio, rispolvera dalla giacca, un fazzoletto di seta per pulire la sedia, dove si era appena alzato Marco Travaglio.E non solo. Sostiene, per l’ennesima volta, che il suo amico ai tempi della fondazione di Forza Italia Marcello Dell’Utri (pluri-indagato per aver intrattenuto ,in numerose occasioni, stretti legami con osponenti appartenenti a clan mafiosi) è una brava persona, esimio bibliofilo che ha pagato negli anni solo il fatto di essere nato a Palermo. Difende a spada tratta Barbara Matera,che riceve tra il 2007 ed il 2008 da B. ben 95mila euro,come prestito infruttifero,presente nell’editoriale di Travaglio, e la difende senza nemmeno accorgersi di non sapere che laurea abbia conseguito la ragazza.Oppure quando tenta di contrapporsi all’editoriale di Travaglio offrendo un suo editoriale, tral’altro scritto dai suoi collaboratori, nel quale elenca numerosi processi che hanno visto come imputato lo stesso Travaglio, però senza notare che erano procedimenti civili e non penali come nel suo caso.
Altro giornalismo quello invece andato in onda su rai 1,l’altro ieri sera a Porta a Porta, dove un mansueto Vespa,tenuto al collare dallo stesso B. recitava la sua parte, come fa sempre, di figurante, a volte anche di intruso, tra un siparietto comico misto ad un assordante bieco servilismo,di quelli che speri che non si ripetano. Ma puntualmente si viene smentiti.

Un’ennesima scena triste, molto triste per chi ha voglia di un reale cambiamento in questo paese ,che deve lasciarsi alle spalle tutto questa politica, fatta al 90% di promesse mai mantenute, che deve lasciarsi alle spalle il berlusconismo, non Berlusconi, oramai lui non esiste da un pezzo, ma ciò che ha lasciato ai suoi adepti deve essere combattuto strenuamente, per non lasciare spazio a quella retorica e demagogica politica che caratterizza in tutto e per tutto il suo pensiero.

Cibal

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