Una nazione in debito…

Tra poco il governo Monti sarà soltanto uno dei tanti governi che si sono succeduti dall’approvazione, nel giugno del 1945, della nostra Costituzione.
Ogni governo, legittimo o tecnico che sia, si è sempre contraddistinto per una caratteristica particolare, ossia la sua influenza positiva(quasi mai) o negativa(quasi sempre) sul debito pubblico italiano, cioè in parole povere il debito che lo stato sottoscrive con chi compra obbligazioni o titoli di stato(in Italia : BOT,BTP etc).
Ogni anno il debito pubblico viene ad essere rapportato con il PIL, il prodotto interno lordo, che rappresenta quanto sia ingente o meno la “ricchezza” di un paese.
Quest’anno il debito pubblico, con gli ultimi dati rilasciati da Bankitalia (la banca centrale della Repubblica Italiana), ha superato quota 2 mila miliardi, il più alto della storia del nostro paese. Un dato allarmante ma rivelatore dell’effettivo periodo “nero” che sta attraversando l’Italia. Con una semplice operazione statistica è possibile rilevare quanto effettivamente il debito pubblico “pesa” su ogni italiano, e gli ultimi dati a nostra disposizione ci mostrano come il debito pubblico sulla popolazione italiana, di 60 milioni e passa, pesa all’incirca 33 mila euro a testa,compresi i neonati.
Ad influire maggiormente sull’aumento del debito pubblico ogni anno è sicuramente l’indebitamento della nostra Pubblica Amministrazione che risulta essere di circa 1.900 miliardi,abbastanza aumentato rispetto all’anno scorso, mentre gli Enti Locali risultano avere un peso minore quest’anno con appena, si fa per dire, 134 miliardi.
Altro problema,come ogni anno, deriva dalla Sanità Pubblica, che ha un debito verso i fornitori stimato sui 40 miliardi di euro. Un dato che evidentemente sottolinea lo stato di crisi in cui versano, oggi come prima , le strutture pubbliche del nostro paese.

Ogni governo che si è passato il testimone, non ha saputo dare una battuta d’arresto decisiva,e soprattutto non ha saputo trovare metodi efficaci, in visione futura, per diminuire il peso del debito pubblico sull’economia del nostro paese. Sono numerosi gli studiosi che ritengono che il debito pubblico sia un ostacolo alla crescita, allo sviluppo di uno Stato e che anzichè combattere ogni anno per diminuirlo, arrivando al risultato del pareggio di bilancio, alla base di ogni scuola liberale, bisognerebbe investire enormemente in settori competitivi per il futuro,in modo da permettere alle generazioni che verranno una vita economica e sociale di sviluppo e non di recessione.

Cibal

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Lorenzo Manara

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