Le ragioni del non voto

Ad un mese dalle elezioni, il bacino dei non votanti si allarga a dismisura.
I candidati leader dei vari, e più, schieramenti politici militarizzano eccessivamente i vari talk show, dando prova della loro estrema malleabilità mediatica saltellando da un salotto all’altro,inanellando discussioni goliardiche su ciò che l’Italia si è appena lasciata alle spalle e costruzioni fantasiose su ciò che l’Italia ,con un po’ d’impegno e sacrifici dei “soliti noti”( cioè noi, ndr), potrebbe diventare. In barba a chi diceva che fosse giunta l’era della rottamazione della Tv ,in maniera continuata affermato da Grillo&Co.,le varie trasmissioni con ospiti politici hanno risvegliato interessi da tempo sopiti,un esempio su tutti la puntata di Servizio Pubblico con Silvio Berlusconi ospite, seguita addirittura da 9 milioni di telespettatori.

Vediamo chi si confronta in questo panorama politico confuso e cerchiamo di fare chiarezza un po’ sul progetto insito in ogni schieramento.

Bersani,noto per essere stato nominato segretario dopo l‘esperimento democratico delle primarie del Partito Democratico ,a differenza dei suoi avversari politici non ama riempire ogni spazio audiovisivo degli italiani. Sornione si gusta la quasi certa vittoria;
infatti non c‘è un sondaggio in cui risulta sconfitto,e per evitare una disfatta storica ,per accertati motivi di share televisivo che lo vedono addirittura dietro Monti in termini di appeal mediatico, ha deciso di evitare l‘onnipresenza televisiva, com’è nelle sue facoltà.
Le ultime vicende con protagonista in negativo la banca senese della Montepaschi, hanno influito negativamente sull’establishment del PD, che date le oramai dichiarate e storiche connessioni tra la banca e ed esponenti di primo piano del partito (prima i Ds ed ora il PD) , cerca di limitare i danni con le repentine dichiarazioni del segretario Bersani volte a rassicurare gli elettori più creduloni; del resto quale partito,nella storia politica italiana,non ha avuto un istituto di credito dalla sua parte?
A tal proposito vanno allegramente ricordati Verdini, Berlusconi, Fassino ETC
Sinistra Ecologia e Libertà ,guidato dal suo leader Nichi Vendola, si presenterà alle elezioni ,in coalizione col PD, e questo rappresenta, per la componente centrista del partito democratico, un impedimento al progetto politico per la dichiarata e scomoda linea d’intenti comune con Susanna Camusso,il segretario della CGIL.

Poi come per magia arriva Berlusconi che, anche se non si conosce ancora chi sia il leader del PDL candidato premier,si muove nei vari palinsesti televisivi da veterano,lui uomo vissuto che è in politica dal lontano 1994, scese in campo per tutti noi con il famoso motto : “L’Italia è il paese che amo”. Si crogiola beatamente all’idea di una disfatta all’ultimo minuto del PD. Da buon padrone qual’ è ha spento sul nascere ogni forma di dissidenza:
1) quella palesata del trio delle meraviglie La Russa – Crosetto – Meloni (questi ultimi soprannominati Il gigante e la bambina) che con un‘ottima strategia, vestita da falsa scissione, hanno creato una nuova lista per racimolare i voti di chi non crede all’ennesima candidatura del Cavaliere. Presumibilmente per questa parte di elettorato il trio rappresenta l‘unica alternativa al PDL.
2) Quella subdola rappresentata dai giovani delfini in seno al partito con a capo Angelino Jolie Alfano accompagnato dalla graziosa Mara Carfagna,donna opportunità, che chiedevano una botta di democrazia nel partito DI Berlusconi con l‘esperimento delle primarie(che avrebbe avuto come candidati anche la Biancofiore,Crosetto,Galan,Mussolini etc.). Però non avevano fatto i conti con il volere del grande capo e dei suoi eterni interessi legati alla sua permanenza in politica ed è così che tutte le speranze si sono spente sul nascere e tutto si è accantonato rapidamente per far spazio all‘ennesima scesa\salita in campo/politica del Cavaliere.
3) Quella d‘interesse con gli Incandidabili\Impresentabili di prima fascia( sì perché ci sono anche di seconda fascia) come Dell‘Utri,Cosentino,Landolfi,Scajola,Milanese,Papa, che premevano per una loro ri-candidatura per le note vicende processuali. Nemmeno la ormai conosciuta “Fuga Cosentino“ ha mutato l‘esito dell‘ultimo rovinoso atto di una squallida telenovela durata sin troppo : Sono tutti fuori dalle Liste. Resistono invece i due peones Scilipoti e Razzi, rispettivamente candidati in Calabria ed in Abruzzo.Gli altri della lista “risparmiati” sono Verdini,Polverini, Formigoni,Cesaro.
Alleata in coalizione con il PDL in Lombardia, con Maroni candidato, e presumibilmente anche alle politiche, ci sarà la Lega Nord. Strutturalmente un po’ rinnovata dopo i recenti scandali che ne hanno intaccato quell’immagine “casta” ,a dispetto della Casta, si presentano con Tremonti candidato premier con al seguito un bel po’ di incandidabili.

Sul versante opposto invece c’è la corsa dell’outsider Ingroia,pubblico ministero in aspettativa, che se da una parte non ha desistito dinanzi alle avances di Bersani dall’altra parte ha fatto desistere Di Pietro, inglobandolo nel suo progetto di Rivoluzione Civile. Assieme al collega De Magistris, che ha rinunciato ad una sua candidatura per restare ancora sulla poltrona di primo cittadino di Napoli, ed al suo Movimento Arancione rappresentano l’alternativa al chiassoso Movimento 5 Stelle di Grillo, a cui stanno spillando consensi maggiormente(ndr.). Nelle liste figurano molte persone note per il loro impegno civile, come Ilaria Cucchi o Franco la Torre figlio di Pio ed anche Giovanni Favia, il dissidente del M5S.

Per formare una ri-edizione, più sobria, della Democrazia Cristiana, è stato chiamato mentre ancora vestiva i panni da presidente del consiglio in carica. Così Mario Monti si viene a delineare come il nuovo leader della corposa coalizione di centro. Accanto al professore bocconiano troviamo personaggi “nuovissimi”,per mezzo delle loro continue folgorazioni sulla strada di Damasco, della politica nostrana, su tutti Casini e Fini. Nelle liste, un’accozzaglia di nomi messi a caso per riempire gli spazi vuoti, sono presenti il noto giornalista Mario Sechi e molti personaggi legati al mondo della finanza, sì proprio la finanza d’alto rango come quella dell’ex premier. Il tentativo di un rinnovamento è rassicurante, come sancito dallo Stato Vaticano, ma non assicurato. Anche le liste satelliti di Udc, e Fli abbondano di impresentabili, ma con la moralità propria dell’ambiente Vaticano c’è da fidarsi no?
Sicuramente la coalizione di centro si rileverà l’arbitro dell’odierna disputa politica tra centro-destra e centro-sinistra. È certo che chi si assicurerà la loro alleanza potrà governare il nostro paese.

Il Movimento 5 Stelle invece, rappresenta, come la Lega Nord nel 1989, un chiaro tentativo di scoperchiare il marasma politico che imperversa da anni nel nostro paese. Con il piglio di un dittatore, con modi discutibili e troppo autoritari, il generale Beppe Grillo ha condotto questa compagine extraparlamentare, già fortemente radicata in alcune istituzioni comunali, ad ottenere, dal niente, una percentuale di voti che oscilla tra il 10% al 15%. Discutibili sono le recenti uscite infelici, che vedono un’apertura subdola alla destra eversiva e a tutti quelli che “hanno qualcosa da dire”, senza fare nessuna distinzione. Dalle sue continue dichiarazioni è da escludere una sua candidatura come rappresentante ufficiale del Movimento, che non dovrebbe prevedere un candidato premier.

Date le premesse, ed affrontato il problema nella sua essenza, anche se non sono sceso nei dettagli , il problema dell’incertezza del voto e la sua estrema pervasività in Italia è giustificato perché essa viene ad essere intesa come una scarsa fiducia per l’intero sistema politico, senza alcuna distinzione di sorta. Bisognerebbe chiedersi se le soluzioni affrontate nelle mille promesse delle campagne elettorali, e durante il passaggio di testimone di ogni governo siano funzionali all’offerta politica di questi ultimi anni e possano effettivamente ridurre il peso dell’incertezza, che dati alla mano, rappresenta un’area abbastanza ampia dove raccogliere i voti necessari per poter guidare il nostro paese evitando una striminzita ed instabile maggioranza.

Cibal

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Lorenzo Manara

Scrittore di romanzi con il cassetto pieno.

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