Da Gregorio XII a Benedetto XVI : il peso dell’abdicazione


Nel momento in cui la politica, e quindi la relativa campagna elettorale stava offuscando in maniera totalitaria ogni porzione mediatica del nostro paese  in questo periodo, un’altra notizia ha suscitato scalpore eclissando ogni riferimento ai leader politici ed alle boutade,utilizzate ad capocchiam o forse in maniera oculata per le elezioni politiche. La notizia è che Papa Benedetto XVI nato Joseph Ratzinger  lascerà il  265° Pontificato della Chiesa Cattolica. Una volta che avrà rinunciato, il Papa si sposterà temporaneamente a Castel Gandolfo per poi trasferirsi nel Mater Ecclesiae , un monastero di clausura sito nelle mura leonine . Una notizia che, per ovvie ragioni, ha sconvolto lo stesso Stato Vaticano e tutti i cittadini, fedeli e non. Dinanzi ai vescovi, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, Sua Santità ha dato l’annuncio in latino, imputando la sua dolorosa rinuncia alle difficoltà sempre più oberanti di guidare il ministero pietrino a causa dell’avanzamento naturale dei suoi anni con la conseguente mancanza delle forze,fisiche e mentali. Tutti coloro che conoscono, o che hanno conosciuto la storia di Benedetto XVI sono concordi nel ritenere che questo non dipenda da una malattia, anche se il Santo Padre negli ultimi mesi si è sottoposto ad un intervento di routine al cuore per sostituire le batterie del peacemaker, e tutto questo quindi fa pensare ad un atto di forza, bisogna dirlo che si connota come tale, nel tentativo di accelerare il processo di rinnovamento di cui ha forte bisogno una Chiesa Cattolica, che negli ultimi tempi, e soprattutto sotto il pontificato di Benedetto XVI, troppo spesso è stata protagonista in negativo di numerose vicende poco chiare, una su tutte è la vicenda legata alla Pedofilia del clero (per approfondimenti vedere “Caso Maciel” e “Caso Irlanda”,oppure le vicende dello IOR ( la più conosciuta Banca Vaticana) , tra l’altro oggi accostata anche alle vicende della Monte Paschi di Siena,oppure dei cosiddetti “Corvi” che avevano permesso anche ai sostenitori del complottismo anche nello Stato Vaticano di masticare (finalmente, n.d.a ,) un pò di notizie scomode sullo Stato Cattolico. Alle ore 20,00 del 28 Febbraio di quest’anno lo Stato Vaticano non avrà un capo, e probabilmente il conclave, in cui ,è già stato annunciato, non sarà presente Ratzinger ed in nessun modo influirà nella scelta del nuovo Pontefice, si avrà agli inizi di Marzo. Si assiste così ad un nuovo e tortuoso atto memorabile della storia della Chiesa Cattolica e della storia umana. Effettivamente per ricercare una situazione simile si deve scavare nella storia dello Stato Vaticano e fermarsi agli unici 6 Pontefici che,ora diventatati 7, rappresentano un’anomalia, una piccola minoranza rispetto agli altri 250 e passa Pontefici che hanno lasciato l’abito talare dopo aver esalato l’ultimo respiro. La decisione del Papa tedesco e le motivazioni che appunto hanno portato a questa scelta hanno destato ancora più scalpore perchè se rapportate alla storia umana e cattolica del suo predecessore rischiano di essere derubricate a semplici giustificazioni di rito.
Giovanni Paolo II dopo una lunghissima ed estenuante malattia, che lo corrose nel corpo e nello spirito, lasciò il pontificato dopo aver regalato immagini di tristezza e di pietà nel vedere un uomo,ogni Papa lo è durante e prima di vestire le vesti di Pietro, che nonostante il suo profondo dolore , condiviso in parte con migliaia di fedeli che ancora lo ricordano come tra i migliori Pontefici della Storia della Chiesa Cattolica, continuava a mostrarsi come il Pontefice, il capo della Chiesa, il padre, l’esempio della carità e dell’amore verso il prossimo. Ovviamente il confronto non regge, ma non si deve proprio allestire a mio avviso, perchè ,anche senza rimandare la mente all’immagine del moribondo Giovanni Paolo II che non avrebbe mai abbandonato il suo abito, non è mai stato facile rinunciare al Trono Papale, soprattutto per chi come Benedetto XVI ha riaperto, attraverso la sua irreversibile scelta, un varco temporale di oltre 600 anni fino alla rinuncia dell’allora Papa Gregorio XII.

Cibal

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