Il Movimento 5 Stelle : il Primo Partito Italiano. Analisi e considerazioni.

Inutile dire che il Movimento 5 Stelle è diventato in poco tempo il trend topic di ogni discussione politica moderna. Che sia già conosciuto da un po’ di tempo era cosa nota, ma balzare agli onori della cronaca per essere il primo partito italiano era una cosa davvero inaspettata. Ma vediamo con calma come si eretto il fenomeno politico a 5 stelle e chi c’è dietro questo progetto nazionalpopolare che in poco tempo ha sovvertito gli schemi della politica tradizionale.

Il portavoce del Movimento 5 Stelle, ormai noto a chiunque, è Beppe Grillo, nonché il titolare del simbolo del movimento, che appunto è depositato a suo nome. Contemporaneamente Grillo detiene anche la presidenza mentre la mente che ha creato dal nulla questo progetto è sicuramente Gianroberto Casaleggio che nel lontano 2009 lo ha fondato assieme a Beppe Grillo. Non c’è di fatto una sede istituzionale del “partito”,ma è possibile affermare che la sede preferita per la divulgazione pubblica delle loro intenzioni politiche e quindi il luogo perfetto per un leone dello spettacolo come Grillo è sicuramente la Piazza, intesa come vecchia roccaforte dei partiti, ora troppo impegnati a partecipare attivamente ai salotti politici televisivi oppure arroccati nelle varie sedi lontani da occhi indiscreti e soprattutto dai loro elettori. Non ha un giornale od una testata di riferimento come molti partiti, ma può vantare il blog più seguito d’Italia, appunto quello di Beppe Grillo, dove in effetti avviene la propaganda politica del partito vera e propria, con numerosi articoli di Grillo e di molti militanti e con la possibilità degli iscritti di interagire direttamente con i loro commenti.
I parlamentari eletti nelle ultime tornate elettorali del 24 e 25 febbraio 2013 erano stati scelti dagli stessi iscritti al blog di Beppe Grillo, e quindi da una parte soltanto del loro elettorato. Nonostante questi piccoli difetti, tra l’altro sopportabili,  questo ha rappresentato e tutt’ora si configura come l’unico esempio di votazione democratica, effettuata online.
Attraverso una scenica propaganda diffusa attraverso il carisma e la comicità di Beppe Grillo, il Movimento 5 Stelle in pochi anni ha incrementato, in modo esponenziale, la rete di consensi in tutta Italia; facilitato nel suo intento da un forte grado di malcontento comune nella popolazione italiana, ha incentrato il proprio proselitismo sul livello di incapacità e di lontananza dalla realtà degli stessi partiti tradizionali, cavalcando l’onda depressiva della crisi finanziaria ha saputo tradurre la rabbia endemica del 25% della popolazione in voti volontariamente espressi nelle urne elettorali.

Le critiche al movimento non si risparmiano da ogni fronte. All’inizio della sua avventura Grillo ha cercato, prima di istituire questo movimento, di entrare lecitamente e legalmente nelle strette maglie della politica dei partiti tradizionali; infatti è noto il suo tentativo di inserirsi nella disputa per l’elezione della segreteria del Partito Democratico, quando effettivamente chiese la tessera del PD, ma con immensi giri di parole, evitando una motivazione diretta, gli si imputò di appartenere ad un area politica opposta al Partito Democratico e quindi gli venne negata la possibilità di entrare a far parte del partito del segretario Bersani. Da questo momento avviene il cambio di rotta. Prendendo alla lettera l’invito di Piero Fassino, che profeticamente lo invitò a fondare un suo partito ed a prendere voti, istituì il Movimento 5 Stelle. Le critiche non cessarono, imputando al Movimento 5 Stelle di togliere i voti all’una o all’altra fazione politica. Numerosissimi gli appellativi affibbiati al capro espiatorio del Movimento, colui il quale si è caricato di tutto il peso mediatico, diventando così contemporaneamente Fascista per il centro-sinistra ,Comunista per il centro-destra ,Comico,Ignorante,Urlatore. C’è da dire che Grillo,essendo molto abituato nelle vesti di comico a dileggiare affettuosamente i personaggi politici moderni, non si è mai risparmiato di ricambiare le offese gratuite in altrettante offese ai leader degli schieramenti che ha dovuto affrontare. Non si può fare un elenco perché sono davvero tanti i soprannomi donati dialetticamente da Grillo all’opinione pubblica.

L’elettorato di questo movimento non ha un’area di appartenenza ideologica ben precisa; negli anni, dalla sua formazione, ha attinto sempre da destra e da sinistra, senza una logica preferenziale o di adesione, ciò che importa ai militanti è la trasparenza, la rigidità normativa, la politica dell’esempio quindi, quella che rinuncia ai privilegi e che è attenta alle regole, all’etica ed alla moralità. Quindi si può affermare con certezza che il Movimento 5 Stelle rappresenta lo stadio ultimo della politica moderna, ossia il superamento dell’età delle ideologie, comunismo o fascismo,liberismo e conservatorismo o il socialismo. Ora che, probabilmente anche per sua grande sorpresa, è stato insignito dal popolo italiano di un ruolo fortemente impegnativo, necessita di deporre le armi che ha utilizzato in campagna elettorale per demonizzare aspramente le squadre avversarie e deve almeno dimostrare di voler provare, con gli strumenti e le idee in suo possesso, a costruire pragmaticamente ciò che urlava fino a due settimane fa dai palchi delle piazze italiane. Da questo punto di vista, sarebbe opportuno da parte degli eletti tra le fila del Movimento, cercare di sottrarsi dalla verve espressiva ,molto spesso poco costruttiva, del loro leader Grillo ma questo comporterebbe, come dimostrato nelle due occasioni precedenti (vedere caso Salsi e caso Favia) , uno scisma possibile con chi attuerà questa impostazione.

Dal mio punto di vista non vorrei che Il Movimento 5 stelle si conformasse democratico solo nel momento della protesta accesa,solo quando urla ferocemente , perché essendo il suo elettorato ,e probabilmente anche buona parte dei suoi militanti, una fornace di ideologie contrastanti e diametralmente opposte potrebbe risultare una problematica non da poco la progettualità e la costruzione formativa in visione del futuro della nostra nazione.


Cibal

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