4 responses to “Sociologia : osservare ciò che è comune in maniera differente

  • Miss Trooper No.1

    Perdona: mi chiedo dove fossero i sociologhi durante il tempo concesso ai nostri politici di fare scempio del nostro Paese. Che facevano allora? Comprendere e’ importante se poi ci porta ad agire per ottenere di migliorare la nostra condizione. Altrimenti e’ alla stessa stregua del filosofeggiare: un edonistico e individuale piacere inutile a qualsiasi scopo comune.

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  • cibal

    Tranquillo. La domanda è più che lecita. Il problema non è nella mansione del sociologo, che non è affatto edonistica o superflua (non lo è nemmeno quella del filosofo), il problema è nella legittimazione del suo ruolo. Per questo io ho scritto “Nonostante sia una disciplina scarsamente riconosciuta in termini accademici” quindi di rimando anche in termini pragmatici non è riconosciuta. Gli Ospedali dovrebbero avere un Sociologo, a stento hanno uno Psicologo, quindi figurati. Le aziende dovrebbero avere una figura di questo stampo, oppure la pubblica amminstrazione, oppure i centri statistici\demoscopici etc etc…per questo dico che è una figura polivalente, se solo fosse riconosciuta come tale. Purtroppo l’unico ruolo riconosciuto tutt’oggi in Italia( anche senza la crisi attuale) è quello meramente accademico o scolastico se si è fortunati.
    Io non penso che ci siano studi “inutili a qualsiasi scopo comune”, bisognerebbe diversificare i compiti e collocare razionalmente le diverse posizioni nei posti che a loro competono.

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  • codicesociale

    In buona parte sono d’accordo con te, l’unica osservazione che sento di fare è che la sociologia contempla anche un fattore di ordine psicologico, quindi emozionale, in quanto tale suscettibile di sbaglio!

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    • cibal

      Partiamo dal presupposto che ogni scienza,tranne la matematica è suscettibile di errori,e quindi tutte le loro teorie possono essere confutate e/o superate. Ti correggo però quando dici che questo errore dipende dal fattore “emozionale“ della Sociologia.La Sociologia come ho accennato muove da premesse fenomenologiche e non ci sono fattori emozionali in essa se non nel ritenere gli individui “razionali“ per convenzione come l‘economia del resto. Il fattore psicologico è presente perché si parla di individui non di macchine come ingegneria ma questo ripeto è presente in tutte le materie umanistiche/filosofiche ed economiche.Tu che ne pensi?
      Grazie per il tuo commento.

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