C’era una volta la Democrazia…


Avevano la possibilità di cambiare davvero questo paese, a partire dalle elezioni oltremodo prolungate del Presidente della Repubblica, avevano la possibilità di riconquistare porzioni della siderale distanza dai cittadini ma hanno scelto la via più comoda, quella più confortevole, quella che scelgono ormai da anni, la via del compromesso, la via della sottomissione, la via del diniego della Democrazia.

Oggi si è aperta una pagina indimenticabile per la Storia del nostro paese. Infatti per la prima volta viene eletto, a mandato scaduto, lo stesso Presidente della Repubblica. A sorpresa Giorgio Napolitano, come un padre caritatevole, ha accolto il desiderio del Partito Democratico, ormai frammentato e senza guida, e del Popolo della Libertà di rinnovare ancora per 7 anni il suo mandato e quindi ha liquidato rapidamente in un pomeriggio l’idea di dedicarsi anima e corpo al faticoso lavoro di nonno . L’idea della rielezione di Napolitano era nata oggi pomeriggio come risposta alla profonda crisi che stava investendo il Partito Democratico, in questi giorni troppe volte messo in ginocchio sulle altre candidature dalle correnti interne. Ha pesato particolarmente la bocciatura, dopo l’unanimità al Congresso, del padre fondatore del partito stesso Romano Prodi che ha provocato un terremoto nel comparto dirigenziale dello schieramento del centro-sinistra con le dimissioni dell’intera segreteria del partito.
Intestardito dal non volere a tutti i costi virare le proprie preferenze su Stefano Rodotà, tra l’altro uomo di sinistra, il PD ha deciso di associare i propri voti a quelli del PDL per eleggere nuovamente Napolitano, che però chiedeva sostanzialmente delle rassicurazioni per il dopo Quirinale, cioè nelle mire del neo eletto Presidente c’era la possibilità di creare un governo stabile con componenti sia di destra che di sinistra per ri-avviare il processo riformatore italiano.
Sono state numerose le manifestazioni, i sit- in per protestare a questa mossa politica, l’ennesima, che sottolinea la compartecipazione scellerata dei due maggiori partiti italiani ma il tutto è rientrato nelle prime ore della sera.
Dal canto suo Sinistra Ecologia e Libertà, si è staccata dalla sua componente in coalizione ed andrà ad ingrossare le fila dell’opposizione al prossimo governo che s’instaurerà.
Una veloce analisi politica potrebbe, in modo semplice, evidenziare come la situazione italiana non sia cambiata di una virgola. L’elezione rinnovata per altri 7 anni di Napolitano ha ancora di più sottolineato come l’Italia si trova nella stessa situazione di un anno fa, dove il Presidente della Repubblica era ancora Napolitano e per schieramenti in appoggio al governo c’erano il PD ed il PDL, che per il bene della nazione (secondo il loro punto di vista , n.d.a.) sostenevano con colpi di fiducia reciproca il governo con a capo Mario Monti. Quindi si è creato un paradosso completamente democratico, perché nel momento in cui siamo andati a votare, ci aspettavamo un rinnovamento del comparto dirigenziale del nostro paese, che in effetti c’è stato ma solo nelle rappresentanze dell’opposizione (Il Movimento 5 Stelle, SEL). L’idea di Democrazia così viene ad essere ri-editata dal momento che le elezioni sono state bypassate per anteporre interessi meramente istituzionali, che non tengono conto del malessere del paese e dei bisogni del paese.
Secondo il mio punto di vista sarà difficile vedere subito nuove elezioni perchè questo potrebbe comportare la fine moderna dei Partiti con l’aumento vertiginoso dei consensi al Movimento 5 Stelle, che in questo contesto gioisce perché le sue intenzioni erano quelle di mettere con le spalle al muro proprio tutti i partiti, senza distinzioni di fazione. Per quanto riguarda il PD, a mio avviso, l’errore è stato permettere a Matteo Renzi, di dettare legge in nome del rinnovamento e della rottamazione, in un partito di cui non aveva mai fatto parte. Non a caso sono iniziate a trapelare notizie poco chiare riguardo ai misteriosi incontri tra Renzi e Berlusconi di questi giorni, ma non volendo in nessun modo ingrossare le fila dei complottisti mi limito semplicemente a riportarle come notizie non certe ma nemmeno inventate.

Intanto il tempo passa ed il paese piange, soffoca e muore abbandonato al proprio destino.

Cibal

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