La diversità non è più una giustificazione.

Sono anni ormai che assistiamo, volenti o nolenti, sempre alla stessa scena.
Sui giornali, nelle radio, su internet, e soprattutto nei talk show televisivi si mette in atto da vent’anni un unico disco, bloccato sulla prima traccia, che diffonde sempre la stessa tiritera. Noi siamo diversi, è questa la frase di moda oggi.
Sicuramente è una frase che se pronunziata da una persona credibile, come un iperbole, si allarga a dismisura e coglie nel segno maggiormente rispetto a chi la pronuncia e non ha difatti una credibilità da anteporre alle sue parole.
L’unica cosa che però non viene sottolineata ed evidenziata è come si è diversi, e perchè si è diversi se poi tutto fa pensare al contrario.

Analizziamo per esempio la scena politica italiana.

In questo ultimo ventennio, si sono succeduti alla guida del governo sostanzialmente due schieramenti contrapposti, che in parole povere costituivano, ed all’apparenza ancora oggi costituiscono, la materia prima del bipolarismo italiano. Infatti il centro destra ed il centro sinistra sono vent’anni che se le cantano di santa ragione, ognuno arroccato nei propri fortini sordi e spesso inermi alle esigenze dei cittadini. Solo negli ultimi anni ,a scoperchiare la pochezza di rappresentatività della politica italiana, è arrivato un nuovo movimento (il Movimento 5 Stelle, n.d.a.) che sulla scia del dissenso civico e sociale ha cavalcato questo sentimento di anti-politica aumentando vertiginosamente i propri consensi, soprattutto nelle ultime elezioni politiche del 24-25 febbraio.
Quindi abbiamo un paese diviso in tre grosse porzioni (direi quattro se si vedono i dati dell’astensionismo, n.d.a.) una di centro-destra, una di centro-sinistra, ed una che vomita ogni tipo di ideologia e cerca di mettere in discussione i meccanismi oscuri celati dietro la politica.
Analizzando il ventennio del centrosinistra, si nota sostanzialmente come la politica comune a quest’area sia stata imperniata principalmente sul richiamo a valori, ed ideali non presenti nell’area opposta.
Il “Noi siamo diversi” è stato lo slogan di questi vent’anni nonostante poi nei salotti del potere la commistura istituzionale rimandava ad altri slogan, ed altri commenti. Eppure si è sempre levato forte il grido del “Noi siamo diversi“, demonizzando la figura che più di tutte ha contribuito a distruggere in poco tempo ciò che di buono poteva esserci nella società italiana. Infatti, in maniera giustificata, Silvio Berlusconi é diventato per l’opposizione, con grande merito suo, l’artefice del collasso sociale ma soprattutto valoriale del nostro paese, difeso a spada tratta dai suoi servi trinariciuti ha saputo far scivolare ogni presunzione di colpevolezza, commminatagli dai suoi detrattori, un pò come faceva “The teflon Don” il famoso John Gotti che meritò quel soprannome per la capacità di far scivolare su di lui ogni tipo di accusa.
Ora un’opposizione degna di nota, con queste premesse e con le palesi ambiguità mostrate dal Cavaliere, avrebbe sfruttato qualsiasi pretesto offertogli dal “nemico” per affondarlo una volta per tutte ed invece per distinto masochismo o per celati interessi, fa di tutto per esaltare ogni sua mossa oppure gli offre ogni strumento possibile per accrescere il suo consenso ed il suo già immenso potere.
Ora dopo vent’anni e dopo l’ennesima campagna elettorale imperniata sullo slogan sopracitato il Partito Democratico si allea nuovamente col Caimano (Berlusconi, n.d.a.) , a cui aveva giurato guerra aperta, a cui aveva consigliato di ritirarsi, che aveva definito come unica causa dei mali del paese.
Per questo io ora affermo che non c’é più nessuna giustificazione alla diversità conclamata e venduta come fumo negli occhi agli elettori che, da questo punto di vista, finalmente almeno uno son riusciti ad aprirlo ed é bastato per rilevare un’omologazione valoriale diffusa tra gli uomini che compongono le istituzioni del nostro paese.
La diversità che ha rappresentato per tutto questo ventennio il termine di paragone per illudere l’elettorato che in massa continuava a credere alle panzane distribuite dai mendaci politici, ora non rappresenta più lo strumento per diversificare ogni schieramento politico, perchè il pensare civico accomuna tutti questi sullo stesso piano, e quindi se la politica tutta vuole riacquistare consenso non potrà più utilizzare lo slogan “Noi siamo diversi“, perchè con le loro azioni politiche scellerate hanno evidenziato la loro adesione a quel mondo, fatto di valori distorti e di inefficienza, senza dar conto alle esigenze dei propri elettori, ora come non mai sempre più lasciati al proprio destino.

Cibal

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