Il “Nuovo” alla porta del Governo. Renzi a colloquio con Letta : rimpasto all’orizzonte?

Quando le primarie del PD si svolsero l’8 Dicembre nel clamore generale, nessuno avrebbe mai pensato che a vincere ,con un margine a dir poco plebiscitario, potesse essere Matteo Renzi. Eppure il sindaco di Firenze, ha stupito tutti attirando a sé ben 2 milioni e passa di voti e quindi surclassando di fatto i suoi avversari politici ed i suoi detrattori. Nel suo insediamento la parola d’ordine era rottamazione, e lo è sempre stata anche durante la precedente campagna elettorale, dove era in contrapposizione per la segreteria del PD all’allora futuro segretario Bersani. Una parola che poi è divenuta virale ricevendo consensi sia dall’elettorato di sinistra che da quello di destra. Il tutto però è stato messo in discussione dopo l’incontro avuto dal segretario con Berlusconi, l’emblema della vecchia e vetusta politica, per l’accordo sulla legge elettorale. Anche dopo la fumata bianca dell’accordo con il leader di Forza Italia, condannato in terzo grado per frode fiscale, le polemiche non si sono addolcite ma sono lievitate entrando nel merito della legge elettorale, che è tutt’altro rispetto ai proclami di Renzi sulla conclamata “Legge dei Sindaci”.

Il merito di Renzi, sicuramente da riconoscere, è aver saputo riaccendere spiriti sopiti di vittoria tra le file del partito di centro sinistra, ma che non hanno di certo placato le dure critiche dagli albori della sua “repentina” e “inaspettata” discesa in campo. Critiche per lo più mosse dalla vecchia guardia del partito e dai sostenitori delle varie frange che si sono sempre contrapposte e combattute internamente, e tutt’ora esistenti ma palesemente più represse di prima. Altre critiche da registrare provengono soprattutto dai nostalgici del Bottegone, speranzosi di poter attestare un ritorno della “vera” sinistra nel nostro paese, che sappia rispondere alle esigenze di questa società secondo gli architrave su cui è sempre stata costruita ogni logica veterocomunista : sostegno ai più deboli, meno tasse per tutti, ridistribuzione della ricchezza.

Oggi però la situazione è molto diversa.
Da quel 13 Dicembre nessuno avrebbe mai pensato ad una continua pressione sul governo da parte del neo segretario Renzi, anzi la logica dell’azione, più volte anche evidenziata dallo stesso sindaco fiorentino, era quella di affiancare il governo, retto ancora oggi da un uomo del PD, appunto Enrico Letta, fino a quando non sarebbe stato necessario l’intervento politico della popolazione con le elezioni.
Eppure in questi giorni, il continuo tam tam mediatico, non fa altro che evidenziare proprio la possibilità di un rimpasto governativo ai danni di Letta, quasi messo all’angolo e costretto a cedere obtorto collo il testimone al neo segretario. Una situazione difficilmente riscontrabile nelle pagine di storia.

Proprio ieri, a Palazzo Chigi, è andato in scena l’incontro, definito da molti “ chiave”, tra il neo segretario Renzi e il presidente del Consiglio Enrico Letta. L’incontro è avvenuto al culmine di uno scontro a distanza anche sulla base delle dichiarazione degli altri partiti. Va quindi in atto la già conosciuta situazione politica italiana che vede in contrapposizione  chi è favorevole ad un rimpasto, ma solo sulla base dei propositi, e chi è contrario a prescindere, non accettando per l’ennesima volta una decisione presa nei salotti del Palazzo.

Resta da capire innanzitutto cosa potrebbe cambiare nel modus operandi del governo. Anche il segretario della CGIL, Susanna Camusso, infatti sottolinea che il problema non dipende dalle persone che presiedono il governo ma sui contenuti, che in fin dei conti dovrebbero essere già ampiamente condivisi in seno al Partito Democratico.
Questa settimana potrebbe essere decisiva per le sorti del governo.
A noi non resta che aspettare e vedere l’aria di rinnovamento istituzionale cosa potrebbe portare di diverso nel governo, qualora si verificasse la staffetta Renzi-Letta.

 

                                                                                                                                                                                                Cibal

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