Quando la libertà si trasforma in cinismo 

Quindi ricapitolando: se ti fa cacare la vignetta di Charlie Hebdo, perché la consideri, alla stregua delle altre che hanno sempre fatto, di un sarcasmo che valica i limiti della decenza, sei un analfabeta funzionale, sei ignorante, non capisci cosa sia la satira. 

Se invece ti piacesei intelligente, sei per la libertà di espressione totale.

Seriamente: c’è un problema molto più complesso dietro questa volontà di solidarietà che si esplica ogni volta nel Je Suis. 

Lo trovo banale, davvero, dover accettare che il Je Suis, dopo l’attentato subito dalla redazione, diventi una sorta di salvacondotto eterno perché, a mio avviso, la libertà che noi abbiamo si manifesta soprattutto nelle azioni quotidiane all’interno di un contesto fatto di regole sociali e morali che non possono essere evitate per certi versi. 

Parlare di libertà, inserire la libertà in un qualsiasi contesto non significa fare quello che ci passa per la testa oppure dire quel che vogliamo in ogni momento della giornata. Certo c’è una chiara limitazione legale che comporta il non poter fare quello che vogliamo ma, qualora l’azione libera non fosse “bloccata” da una norma, lo stesso non sarebbe un’azione consona in determinati contesti. Non si parla della libertà di vestirsi come si vuole, di amare chi si vuole, di professare la fede che vogliamo ma di quanto le nostre azioni possano, direttamente od indirettamente, danneggiare moralmente chi ci circonda.

Se credo che Dio possa non esistere, non vado in Chiesa a bestemmiare, perché la mia libertà di non credere non si manifesta, o si rafforza, attraverso l’offesa nei confronti di chi, invece, ci crede in quella cosa. La libertà di credere al matrimonio eterosessuale non si manifesta, o si rafforza, nella limitazione dei diritti di quello omosessuale, anzi si indebolisce proprio l’idea di libertà.

Parlare di libertà non significa che tutto quello che passa sotto la categoria della satira debba essere considerato giustificabile perché è satira, non tutto l’humour è divertente perché è humour. C’è una sottile differenza tra cinismo, realtà e la satira

Quella di Charlie Hebdo è una vignetta cinica, in parte reale, poco satirica. È un’accozzaglia di luoghi comuni di cattivo gusto. Dovrebbe far riflettere ma non lo fa, dovrebbe far sorridere ma non lo fa, utilizza una maschera, quella appunto della satira, senza mai toglierla veramente. Il paese dei “maccheroni“, “della mafia“. Dovrebbe far riflettere ed indirizzare, attraverso il riso, verso qualcosa di positivo e sollevare le contraddizioni ma non lo fa. 

Hanno la libertà di dire e di raffigurare quello che vogliono, è un diritto inalienabile, ma allo stesso modo, lascino a noi la libertà di criticarli.


                                                                            Cibal

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

antea.r

.. tu m’as donné ta boue et j’en ai fait de l’or.

Senti, mento.

Cambio più umore che mutande.

Lorenzo Manara

Scrittore di romanzi con il cassetto pieno.

lestercromarty

The greatest WordPress.com site in all the land!

NIENTE PANICO

procedete guardinghi perché non conoscete il vero volto delle cose che vi circondano

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

☆ Pensieri Sparsi di una Psicopatica ☆

●○•°La mia mente è un turbinio di parole sparse che cercano un senso°•○●

La notte porta consiglio

“Leggere è niente: il difficile è dimenticare ciò che si è letto” (Ennio Flaiano)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: